Associazione Culturale Folklorica "San Nicola" di Sassari
L' associazione nasce dall'incontro di un gruppo di amici amanti della cultura, del folklore e delle tradizioni popolari , provenienti da diverse esperienze nel settore.
Dopo un lungo percorso formativo il 21/11/07 viene costituita un'associazione culturale Folklorica sportiva dilettantistica senza scopo di lucro , che viene denominata "GRUPPO FOLK SAN NICOLA DI SASSARI" in onore del Santo Patrono della città, avente come obiettivo ricerca e studio sugli usi , costumi , balli e tradizioni del popolo sardo con particolare riferimento alla valorizzazione e tutela del patrimonio culturale sassarese , avvalendosi della collaborazione di un esperto studioso in materia etnografica della Soprintendenza Archeologica della Sardegna il Dott. Demartis Gian Mario, artefice della ricostruzione dell'abbigliamento tradizionale di Sassari, attualmente accettata ed in esposizione permanente nelle sale di Palazzo di Città di Sassari . Il gruppo , vanta attualmente ben otto varianti di costumi tra cui abiti di gala confezionati con tessuti pregiati e abiti feriali e da lavoro che venivano indossati dai ceti sociali meno abbienti , tutti curati in ogni dettaglio.
L'associazione comprende un gruppo folk adulti e porta avanti vari corsi per principianti di tutte le età in diverse sedi della città in modo tale da incrementare la preparazione di altri ballerini da inserire nel balletto.
L'associazione è iscritta alla consulta del volontariato e offre la propria collaborazione per le varie manifestazioni di solidarietà e beneficenza.
Durante l'attività è stata rivolta grande attenzione all'organizzazione ed esecuzione di corsi di ballo sardo in vari circoli ricreativi di Sassari , in particolare un progetto di ballo sardo della durata di 30 ore nella scuola elementare 3° c.d. con saggio finale.
Fin dalla sua formazione il gruppo ha partecipato, conseguendo lusinghieri risultati, a varie manifestazioni e festival nazionali ed internazionali.
Il Costume di Sassari
I costumi di Sassari, recentemente ricostruiti, sono piuttosto vari e presentano differenze nella qualità delle stoffe utilizzate e soprattutto nei colori, a seconda della classe sociale a cui erano destinati.
L'abito maschile da massaio (proprietario terriero) è caratterizzato da colori accesi, con prevalenza del rosso : rossa è la berretta , ripiegata come una tiara, " a cècciu", e scarlatto è il giubbetto di panno, dalle maniche squartate, con ricca bottoniera d'argento agli avambracci . La camicia con colletto impunturato e i calzoni sono in tela bianca di cotone o lino . Il gonnellino e le ghette sono realizzati in orbace nero . Sui consueti abiti maschili, viene indossato "lu cugliettu" ,sopraveste a falde di pelle scamosciata giallina riccamente ornata di ricami alla scollatura racchiusa in vita da una alta cintura sempre in pelle impunturata, ed un cappotto di panno marrone, decorato con intarsi di preziose sete policrome .
Le vesti di zappatori , acquaioli e popolani non abbienti, simili per struttura a quelle dei "ricchi" , si differenziavano per l'esteso uso di orbace e di tessuti meno pregiati con cromatismi scuri soprattutto il nero ed il blu.
La veste di gala delle donne benestanti si riconosce anch'essa per l'ampio uso di pregiato panno scarlatto ,con il quale venivano confezionati il giubbetto e l'ampia gonna a pieghe. Sul capo viene indossata una cuffia a sacco , per lo più di seta rossa, sulla quale viene stretto un fazzoletto di tela bianca o, in alternativa un velo di tulle candido ricamato a fiorami. Sempre in tela bianca o in tulle ricamato, il grembiule che viene legato in vita sopra la gonna. L'indumento caratteristico indossato da tutte le donne di qualunque ceto sociale è il corsetto rigido di velluto o broccato policromo stringato con lacci rossi sotto il seno. La foggia è arricchita da una serie di bottoni d'argento alle maniche , la" buttonèra", dai bottoni di filigrana d'oro o d'argento che chiudono al collo la camicia di tela sobriamente ricamata e da collane d'oro o di corallo rosso. Gli abiti feriali e da lavoro e quelli festivi delle donne dei ceti sociali inferiori erano confezionati con stoffe commerciali, in colori disparati e non fissi.
L'associazione folklorica "San Nicola" vanta attualmente ben otto varianti del vestiario tradizionale sassarese. I nostri costumi sono stati seguiti, visionati e approvati dal Dott. Gian Mario Demartis, artefice della ricostruzione del vestiario tradizionale di Sassari attualmente accettata ed in esposizione permanente nelle sale del Palazzo di Citta di Sassari.